Siena Food Lab

Un report di analisi sul Territorio Toscano e Senese

Analisi del contesto e dei fabbisogni di innovazione del territorio toscano e senese

Sulla base del quadro socio-economico che emerge da questo report, il progetto Siena Food Lab si focalizza nell’utilizzo di nuovi approcci in grado di favorire il trasferimento dell’innovazione al sistema agroalimentare delle PMI del territorio 


Produrre di più con meno risorse è una delle sfide globali che coinvolgono il settore agricolo del nostro paese. L’accesso alle innovazioni e la crescente attenzione alla sostenibilità delle produzioni, rappresentano due principi cardine per uno sviluppo del settore in linea con la sfida del Green Deal, e con le esigenze di redditività e competitività del settore.

In Italia e nella Regione Toscana, promuovere la diffusione delle innovazioni in agricoltura è attività tanto necessaria quanto complessa. I principali ostacoli sono da ricercare proprio nelle caratteristiche strutturali dell’agricoltura mediterranea e delle imprese agricole (di numero particolarmente consistente, capillarmente distribuite su tutto il territorio, di dimensioni spesso piccole o piccolissime, a conduzione familiare) e nelle peculiarità degli imprenditori agricoli (spesso anziani e con basso livello di istruzione).

Chiaramente i fattori economici sono quelli che maggiormente fanno sentire il proprio peso. Il costo delle risorse e il prezzo dei prodotti rappresentano sempre i principali motori dell’azione dei soggetti economici.

Nell’ottica di adottare la strategia europea volta alla realizzazione di un’economia circolare, emerge la necessità di incrementare la sostenibilità ambientale che però non può essere assolutamente scissa da quella economica, senza la quale l’attività agricola stessa non può esistere. Da questo punto di vista, però, la situazione non è molto confortante. I dati Nomisma confermano, infatti, che nel 2020 i redditi delle imprese agricole italiane non sono minimamente cambiati rispetto a cinque anni fa, a fronte di una crescita media europea del 6% (con Spagna e Francia a +11%). Un fenomeno, quello italiano, che si lega principalmente a fattori strutturali del settore agroalimentare, come la frammentazione aziendale, la ridotta organizzazione produttiva e commerciale, gli alti costi di produzione e la mancanza di economie di scala. Come riportato nelle Linee Guida per lo sviluppo dell'Agricoltura di Precisione del Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali (2017), per rispondere al meglio a tali sfide occorre integrare in modo stabile l’innovazione tecnologica nei processi produttivi del settore, avvalendosi delle opportunità che per la gestione operativa e i processi decisionali interni derivano dagli strumenti dell’Agricoltura di precisione, capaci di ottimizzare i rendimenti in una prospettiva di sostenibilità ambientale, economica e sociale.

L’Agricoltura di precisione, infatti, attraverso l’uso di tecnologie innovative permette di aumentare la profittabilità dell’azienda, riducendo l’impatto ambientale delle attività agricole (Shannon et al., 2020). L’utilizzo di tecnologie, tecniche e metodiche di lavoro in campo consentono la coerente possibilità di trattare in modo differenziato le aree omogenee di terreno delle quali si conoscono le reali proprietà, fabbisogni e caratteristiche produttive. Gli strumenti principalmente adottati in agricoltura di precisione sono: tecniche e sensori geospaziali (ad esempio, sistemi di informazione geografica, telerilevamento, GPS), monitoraggio della resa, della variazione del suolo e della gestione delle zone e i sistemi software di supporto alle decisioni (DSS), che mettono a disposizione degli operatori agricoli le informazioni necessarie per la gestione dei trattamenti con fitosanitari e l’individuazione tempestiva dell’insorgenza di fitopatologie nella coltivazione (McBratney, A. et al, 2005).

Tuttavia, nonostante i risultati positivi avuti in molte applicazioni agricole, essa è ancora poco presente in Italia, in parte anche per le difficoltà che l’imprenditore agricolo può avere nell’acquisire le competenze necessarie per l’adozione delle nuove tecnologie. Tali supporti, consentendo uno svolgimento delle coltivazioni più coerente con le caratteristiche di contesto, oltre che un minor uso di fertilizzanti, nutrienti e risorse naturali, contribuiscono ad un innalzamento del livello qualitativo dei prodotti e ad una maggiore identità con i territori di riferimento. Si vengono così ad aprire nuove opportunità di mercato che, per essere completamente sfruttate, richiedono una più rigorosa verifica della correttezza dei processi produttivi, ottenibile con le nuove soluzioni esistenti in tema di tracciabilità.

In questo contesto, nasce il progetto Siena Food Lab con l’obiettivo di favorire il trasferimento dell’innovazione al sistema agroalimentare delle PMI del territorio secondo il modello del “quadruple helix” attraverso l’interazione tra mondo della ricerca, enti ed istituzioni, aziende e comunità locali per la co-creazione di valore e sviluppo sostenibile dal punto di vista economico, sociale ed ambientale.