Siena Food Lab

Sicurezza alimentare

Lezione a cura di Massimo Iannetta, ENEA

Il World Food Summit ha definito la “sicurezza alimentare” come la condizione in cui “tutte le persone, in ogni momento, hanno accesso fisico, sociale ed economico ad alimenti sufficienti, sicuri e nutrienti che garantiscano le loro necessità e preferenze alimentari per condurre una vita attiva e sana”.


In termini di “food security”, la sicurezza alimentare è l’accesso di tutti ed in qualsiasi momento ad un’alimentazione sufficiente in termini di qualità, quantità e varietà. Dal punto di vista economico-sociale, si intendono quindi primarie le misure che assicurano la copertura delle esigenze alimentari delle popolazioni, con la possibilità di garantire cibo e acqua in quantità sufficiente e che soddisfino i requisiti di igiene alimentare. In termini di “food safety” la sicurezza alimentare è intesa come sicurezza igienico-sanitaria degli alimenti e dei mangimi, e quindi assenza di pericoli legati ad agenti biologici, chimici o fisici in grado di causare danni alla salute. Food security e Food safety sono due facce della stessa medaglia.


L’agricoltura mondiale produce oggi alimenti più che sufficienti a nutrire una popolazione di 7 miliardi di persone. Ciononostante, 870 milioni di persone soffrono la fame. La crescita demografica, il processo di progressiva urbanizzazione della popolazione ed il cambiamento delle diete accresceranno la domanda globale di alimenti, che nel 2050 sarà del 60% più alta rispetto a quella odierna. La sfida che ne deriva è ulteriormente aggravata dal cambio climatico e dalla erosione delle risorse naturali che forniscono la base per la produzione di alimenti. La sicurezza alimentare viene riconosciuta pertanto come la risultante di quattro elementi essenziali, che si debbono realizzare contemporaneamente: (i) disponibilità adeguata di alimenti, (ii) accesso al cibo da parte di tutta la popolazione, (iii) stabilità nel tempo della disponibilità e dell’accesso, e (iv) utilizzazione del cibo. Oltre a tali aspetti occorre considerare la buona qualità igienico-sanitaria e nutrizionale degli alimenti, sia prodotti localmente che importati. La qualità implica, accanto all’assenza di pericoli ed al minore contenuto di sostanze nocive, il possesso di attributi nutrizionali, migliori caratteristiche organolettiche, la conformità rispetto a parametri di origine, merceologici e di composizione, la conservabilità e facilità d’uso, la sostenibilità ambientale e l’etica delle produzioni. A tutto ciò si aggiunge la rintracciabilità del cibo, che è la capacità di ricostruire e di seguire il percorso di un prodotto attraverso tutte le fasi di produzione, trasformazione e distribuzione. I sistemi per la rintracciabilità di materie prime e prodotti svolgono un ruolo chiave, consentendo di documentare la storia di un prodotto lungo l’intera filiera, dal campo alla tavola. La rintracciabilità consente anche di prevenire frodi e sofisticazioni e di ridurre il rischio. Gli studi sulla qualità & sicurezza alimentare vengono condotti considerando l’intera filiera, dalla produzione primaria, ai processi di trasformazione e conservazione, fino all’utilizzo finale. Anche gli studi di valutazione del rischio vengono affrontati con un approccio integrato considerando gli apporti delle diverse vie di esposizione attraverso la dieta, negli ambienti di vita e di lavoro. I temi della qualità e sicurezza alimentare, affrontati in maniera integrata e trasversale, contribuiscono allo sviluppo della metrologia per il settore agroalimentare. Con questo approccio ENEA coordina METROFOOD-RI, l’infrastruttura di ricerca europea ESFRI che coinvolge oltre 2.200 ricercatori di 48 tra le maggiori istituzioni di 18 Paesi europei impegnate nel campo della sicurezza e tracciabilità degli alimenti. Le sfide che il mondo deve affrontare per assicurare una alimentazione sufficiente e salutare alla propria popolazione, sono complesse ed abbracciano interventi di natura politica, economica, finanziaria, sociale, legislativa, e tecnologica. L’innovazione tecnologica e biotecnologica, unita ad approcci sempre più volti alla sostenibilità delle produzioni agroalimentari, gioca in questo scenario un ruolo sempre più rilevante e centrale nelle agende politiche internazionali.